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<title>FMblue Radio</title>
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<itunes:summary>News e approfondimenti di scienza e società. A cura di Elisabetta Tola e Marco Malaspina. In onda ogni settimana su Città del Capo - Radio Metropolitana</itunes:summary>
<description>News e approfondimenti di scienza e società. A cura di Elisabetta Tola e Marco Malaspina. In onda ogni settimana su Città del Capo - Radio Metropolitana</description>
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<pubDate>Tue,  9 Feb 2010 14:10:17 +0100</pubDate>
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    <pubDate>Tue,  2 Feb 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>All&#039;inizio era il verbo</title>
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    <itunes:subtitle>Prima suoni, poi sillabe e infine parole: l&#8217;apprendimento e l&#8217;acquisizione del linguaggio &#232; un processo molto lungo che contraddistingue l&#8217;essere umano gi&#224; a partire dal grembo materno. &#232; quello che racconta ai nostri </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Prima suoni, poi sillabe e infine parole: l&#8217;apprendimento e l&#8217;acquisizione del linguaggio &#232; un processo molto lungo che contraddistingue l&#8217;essere umano gi&#224; a partire dal grembo materno. &#232; quello che racconta ai nostri microfoni Cristiana De Santis, ricercatrice di Linguistica italiana all&#8217;Universit&#224; di Bologna e autrice del libro &#8220;Fatti di lingua&#8221;. Ma questo apprendimento non sembra sempre privo di ostacoli. Di disturbi legati al linguaggio e all&#8217;apprendimento ne parla Fabio Celi, neuropsicologo infantile e docente di Pscicologia Clinica all&#8217;Universit&#224; di Parma. E tra questi disturbi, abbiamo parlato di dislessia con Luisa Zaccarelli, formatrice e insegnante di scuola secondaria.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Prima suoni, poi sillabe e infine parole: l&amp;#8217;apprendimento e l&amp;#8217;acquisizione del linguaggio &amp;#232; un processo molto lungo che contraddistingue l&amp;#8217;essere umano gi&amp;#224; a partire dal grembo materno. &amp;#232; quello che racconta ai nostri microfoni &lt;b&gt;Cristiana De Santis&lt;/b&gt;, ricercatrice di Linguistica italiana all&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Bologna e autrice del libro &amp;#8220;Fatti di lingua&amp;#8221;. Ma questo apprendimento non sembra sempre privo di ostacoli. Di disturbi legati al linguaggio e all&amp;#8217;apprendimento ne parla &lt;b&gt;Fabio Celi&lt;/b&gt;, neuropsicologo infantile e docente di Pscicologia Clinica all&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Parma. E tra questi disturbi, abbiamo parlato di dislessia con &lt;b&gt;Luisa Zaccarelli&lt;/b&gt;, formatrice e insegnante di scuola secondaria.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>Sistemi sanitari, tra il pubblico e il privato</title>
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    <itunes:subtitle>A un anno dall&#8217;insediamento di Barack Obama come 44&#176; presidente degli Stati Uniti, qualche equilibrio comincia a rompersi: la perdita di due seggi senatoriali nel Massachussets per i democratici potrebbe essere un buon motivo per fare </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>A un anno dall&#8217;insediamento di Barack Obama come 44&#176; presidente degli Stati Uniti, qualche equilibrio comincia a rompersi: la perdita di due seggi senatoriali nel Massachussets per i democratici potrebbe essere un buon motivo per fare ostruzionismo sul progetto di riforma sanitaria proposto da Obama. Quali siano i meccanismi che regolano questi equilibri, lo ha raccontato Mattia Diletti, che studia il sistema politico americano e scrive per il blog america 2012.it. E tra guerre di lobby e dinamiche economico-politiche, abbiamo spostato l&#8217;attenzione sul sitema sanitario nostrano e abbiamo parlato con Giuseppe Zuccatelli, uno degli autori del libro &#8220;Trent&#8217;anni di servizio sanitario nazionale: il punto di vista di un manager&#8221;.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;A un anno dall&amp;#8217;insediamento di Barack Obama come 44&amp;#176; presidente degli Stati Uniti, qualche equilibrio comincia a rompersi: la perdita di due seggi senatoriali nel Massachussets per i democratici potrebbe essere un buon motivo per fare ostruzionismo sul progetto di riforma sanitaria proposto da Obama. Quali siano i meccanismi che regolano questi equilibri, lo ha raccontato &lt;b&gt;Mattia Diletti&lt;/b&gt;, che studia il sistema politico americano e scrive per il blog america 2012.it. E tra guerre di lobby e dinamiche economico-politiche, abbiamo spostato l&amp;#8217;attenzione sul sitema sanitario nostrano e abbiamo parlato con &lt;b&gt;Giuseppe Zuccatelli&lt;/b&gt;, uno degli autori del libro &amp;#8220;Trent&amp;#8217;anni di servizio sanitario nazionale: il punto di vista di un manager&amp;#8221;.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 19 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>Polveri, veleni e grotte carsiche</title>
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    <itunes:subtitle>Un viaggio tra salute e ambiente in Italia. Recita cos&#236; il sottotitolo di Polveri e veleni, un libro che raccoglie molte storie, per fortuna non tutte negative, sullo stato dell&#8217;ambiente nel nostro Paese e di come influenzi la nostra vita. Ne </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Un viaggio tra salute e ambiente in Italia. Recita cos&#236; il sottotitolo di Polveri e veleni, un libro che raccoglie molte storie, per fortuna non tutte negative, sullo stato dell&#8217;ambiente nel nostro Paese e di come influenzi la nostra vita. Ne parliamo con uno degli autori, la giornalista Margherita Fronte. Una delle storie venute alla luce (&#232; proprio il caso di dirlo) negli ultimi tempi &#232; quella delle grotte carsiche della Venezia-Giulia usate abusivamente come discariche. Ma quali sono i rischi per l&#8217;ambiente e l&#8217;uomo? Ce lo spiega Mauro Chiesi della Societ&#224; Speleologica Italiana. La domanda, poi, viene spontanea: quello del Friuli Venezia-Giulia &#232; l&#8217;unico caso in Italia? Risponde Carlo Germani, anche lui della Societ&#224; Speleologica Italiana.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Un viaggio tra salute e ambiente in Italia. Recita cos&amp;#236; il sottotitolo di &lt;b&gt;Polveri e veleni&lt;/b&gt;, un libro che raccoglie molte storie, per fortuna non tutte negative, sullo stato dell&amp;#8217;ambiente nel nostro Paese e di come influenzi la nostra vita. Ne parliamo con uno degli autori, la giornalista &lt;b&gt;Margherita Fronte&lt;/b&gt;. Una delle storie venute alla luce (&amp;#232; proprio il caso di dirlo) negli ultimi tempi &amp;#232; quella delle grotte carsiche della Venezia-Giulia usate abusivamente come discariche. Ma quali sono i rischi per l&amp;#8217;ambiente e l&amp;#8217;uomo? Ce lo spiega &lt;b&gt;Mauro Chiesi&lt;/b&gt; della Societ&amp;#224; Speleologica Italiana. La domanda, poi, viene spontanea: quello del Friuli Venezia-Giulia &amp;#232; l&amp;#8217;unico caso in Italia? Risponde &lt;b&gt;Carlo Germani&lt;/b&gt;, anche lui della Societ&amp;#224; Speleologica Italiana.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 12 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>AAA Punto G cercasi</title>
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    <itunes:summary>Alcuni lo ritengono pi&#249; che altro un punto &#8220;metafisico&#8221;, altri sostengono che non &#232; poi cos&#236; difficile trovarlo (a sentire Jacopo Fo, le indicazioni sono chiarissime). Secondo il quotidiano La Repubblica, Emanuele Jannini, docente di sessuologia medica all&#8217;Universit&#224; dell&#8217;Aquila, il pungo G lo avrebbe addirittura fotografato. Ma alla notizia che il punto G &#232; una parte anatomica, il dibattito si sar&#224; fermato? No, anche perch&#233; recentemente &#232; uscito un nuovo studio che dimostrerebbe che proprio non esiste. Di sicuro, come dice Alberto Caputo, psichiatra e membro dell&#8217;Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata, la componente psicologica conta molto, come in tutto ci&#242; che &#232; legato alla sessualit&#224;. Nel dubbio, meglio continuare a (ri)cercare.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Alcuni lo ritengono pi&amp;#249; che altro un punto &amp;#8220;metafisico&amp;#8221;, altri sostengono che non &amp;#232; poi cos&amp;#236; difficile trovarlo (a sentire Jacopo Fo, le indicazioni sono chiarissime). Secondo il quotidiano La Repubblica, &lt;b&gt;Emanuele Jannini&lt;/b&gt;, docente di sessuologia medica all&amp;#8217;Universit&amp;#224; dell&amp;#8217;Aquila, il pungo G lo avrebbe addirittura fotografato. Ma alla notizia che il punto G &amp;#232; una parte anatomica, il dibattito si sar&amp;#224; fermato? No, anche perch&amp;#233; recentemente &amp;#232; uscito un nuovo studio che dimostrerebbe che proprio non esiste. Di sicuro, come dice &lt;b&gt;Alberto Caputo&lt;/b&gt;, psichiatra e membro dell&amp;#8217;Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata, la componente psicologica conta molto, come in tutto ci&amp;#242; che &amp;#232; legato alla sessualit&amp;#224;. Nel dubbio, meglio continuare a (ri)cercare.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue,  1 Dec 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>Il Test, il Condom e tutto il resto</title>
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    <itunes:subtitle>1&#176; dicembre: giornata mondiale per la lotto all&#8217;AIDS: novit&#224; dalla ricerca sul virus, situazione epidemiologica in Italia, campagne informative e di sensibilizzazione, percezione del rischio tra le comunit&#224; di immigrati nel nostro </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>1&#176; dicembre: giornata mondiale per la lotto all&#8217;AIDS: novit&#224; dalla ricerca sul virus, situazione epidemiologica in Italia, campagne informative e di sensibilizzazione, percezione del rischio tra le comunit&#224; di immigrati nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Carlo Federico Perno, docente di virologia e microbiologia clinica all&#8217;Universit&#224; Tor Vergata di Roma, Simone Marcotullio, vicepresidente della fondazione Nadir di Roma, e Patrizia Perone, presidente della sezione laziale della Lega Italiana per la Lotta all&#8217;AIDS (LILA).</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;1&amp;#176; dicembre: giornata mondiale per la lotto all&amp;#8217;AIDS: novit&amp;#224; dalla ricerca sul virus, situazione epidemiologica in Italia, campagne informative e di sensibilizzazione, percezione del rischio tra le comunit&amp;#224; di immigrati nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con &lt;b&gt;Carlo Federico Perno&lt;/b&gt;, docente di virologia e microbiologia clinica all&amp;#8217;Universit&amp;#224; Tor Vergata di Roma, &lt;b&gt;Simone Marcotullio&lt;/b&gt;, vicepresidente della fondazione Nadir di Roma, e &lt;b&gt;Patrizia Perone&lt;/b&gt;, presidente della sezione laziale della Lega Italiana per la Lotta all&amp;#8217;AIDS (LILA).&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:02:00 +0100</pubDate>
    <title>Geni e aggressività</title>
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    <itunes:subtitle>Accoltella un uomo uccidendolo, ma possiede caratteristiche genetiche che lo rendono incline al comportamento aggressivo e il giudice gli diminuisce la pena. E&#8217; successo alla Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Trieste lo scorso settembre. Non </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Accoltella un uomo uccidendolo, ma possiede caratteristiche genetiche che lo rendono incline al comportamento aggressivo e il giudice gli diminuisce la pena. E&#8217; successo alla Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Trieste lo scorso settembre. Non era mai successo prima e a Pigreco Party abbiamo cercato di capire in che scenario si &#232; presa questa decisione e quali sono le prospettive che si aprono. Lo facciamo con Valentina Sellaroli, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale dei minorenni del Piemonte e della Valle d&#8217;Aosta, e Giuseppe Novelli, genetista dell&#8217;Universit&#224; Tor Vergata di Roma.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Accoltella un uomo uccidendolo, ma possiede caratteristiche genetiche che lo rendono incline al comportamento aggressivo e il giudice gli diminuisce la pena. E&amp;#8217; successo alla Corte d&amp;#8217;Assise d&amp;#8217;Appello di Trieste lo scorso settembre. Non era mai successo prima e a Pigreco Party abbiamo cercato di capire in che scenario si &amp;#232; presa questa decisione e quali sono le prospettive che si aprono. Lo facciamo con &lt;b&gt;Valentina Sellaroli&lt;/b&gt;, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale dei minorenni del Piemonte e della Valle d&amp;#8217;Aosta, e &lt;b&gt;Giuseppe Novelli&lt;/b&gt;, genetista dell&amp;#8217;Universit&amp;#224; Tor Vergata di Roma.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:03:00 +0100</pubDate>
    <title>Le droghe che aprono la mente</title>
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    <itunes:subtitle>I neuroenhancers sono sostanze che migliorano la nostra attenzione, la nostra resistenza allo stress e alla fatica. Come nel caso di esami, scadenze o in ambienti particolarmente competitivi. Una sorta di doping per la mente. Ma quali sono i pericoli per </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>I neuroenhancers sono sostanze che migliorano la nostra attenzione, la nostra resistenza allo stress e alla fatica. Come nel caso di esami, scadenze o in ambienti particolarmente competitivi. Una sorta di doping per la mente. Ma quali sono i pericoli per la salute? Ne abbiamo parlato con Michele Simonato, medico tossicologo e direttore del Centro di Neuroscienze dell&#8217;Universit&#224; di Ferrara. Abbiamo anche chiesto a Giovanni Serpelloni, capo Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, come stanno osservando la diffusione di queste sostanze attraverso il web. La puntata &#232; arricchito anche dal contributo di Michela Marzano, filosofa del corpo.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;I neuroenhancers sono sostanze che migliorano la nostra attenzione, la nostra resistenza allo stress e alla fatica. Come nel caso di esami, scadenze o in ambienti particolarmente competitivi. Una sorta di doping per la mente. Ma quali sono i pericoli per la salute? Ne abbiamo parlato con &lt;b&gt;Michele Simonato&lt;/b&gt;, medico tossicologo e direttore del Centro di Neuroscienze dell&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Ferrara. Abbiamo anche chiesto a &lt;b&gt;Giovanni Serpelloni&lt;/b&gt;, capo Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, come stanno osservando la diffusione di queste sostanze attraverso il web. La puntata &amp;#232; arricchito anche dal contributo di &lt;b&gt;Michela Marzano&lt;/b&gt;, filosofa del corpo.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:21:00 +0100</pubDate>
    <title>Sui generis</title>
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    <itunes:subtitle>Puntata sui generis, perch&#233; per un errore tecnico ci siamo dimenticati le sigle, ma soprattutto perch&#233; genere e sesso sono le due parole che abbiamo voluto mettere la centro di questa trasmissione a ridosso di Gender Bender 2009. Sono parole </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Puntata sui generis, perch&#233; per un errore tecnico ci siamo dimenticati le sigle, ma soprattutto perch&#233; genere e sesso sono le due parole che abbiamo voluto mettere la centro di questa trasmissione a ridosso di Gender Bender 2009. Sono parole che spesso usiamo come sinonimi, ma non lo sono. E cambiano di significato secondo la prospettiva da cui le si guarda. Ne abbiamo parlato con Guido Barbujani, genetista dell&#8217;Universit&#224; di Ferrara e Anna Paola Sanfelici, psicologa del consultorio del MIT (Movimento Identit&#224; Transessuale) di Bologna.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Puntata sui generis, perch&amp;#233; per un errore tecnico ci siamo dimenticati le sigle, ma soprattutto perch&amp;#233; genere e sesso sono le due parole che abbiamo voluto mettere la centro di questa trasmissione a ridosso di &lt;b&gt;Gender Bender&lt;/b&gt; 2009. Sono parole che spesso usiamo come sinonimi, ma non lo sono. E cambiano di significato secondo la prospettiva da cui le si guarda. Ne abbiamo parlato con &lt;b&gt;Guido Barbujani&lt;/b&gt;, genetista dell&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Ferrara e &lt;b&gt;Anna Paola Sanfelici&lt;/b&gt;, psicologa del consultorio del MIT (Movimento Identit&amp;#224; Transessuale) di Bologna. &lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue,  3 Nov 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>Chi ha paura delle zanzare (sterili)?</title>
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    <itunes:subtitle>Insetti da vedere sotto forma di mostri assassini nella cinematografia fantascientifica o di simpatici animali nei film di animazione, questi animali sono amati e odiati, ma anche studiati perch&#233; spesso possono essere causa di danni </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Insetti da vedere sotto forma di mostri assassini nella cinematografia fantascientifica o di simpatici animali nei film di animazione, questi animali sono amati e odiati, ma anche studiati perch&#233; spesso possono essere causa di danni all&#8217;agricoltura e alla salute umana. Francesca Scolari, assegnista di ricerca nel Laboratorio di genetica molecolare ed evolutiva degli insetti di interesse economico presso l&#8217;Universit&#224; di Pavia, parla ai nostri microfoni della mosca mediterranea della frutta e di come in laboratorio sia possibile intervenire sulla sua riproduzione per limitare i danni che questo insetto infestante provoca alle colture di frutta e ortaggi. Quali siano gli approcci per il cosiddetto autocidio di popolazioni di insetti e quali ne siano le vittime ce lo dice Mario Marini, docente di zoologia all&#8217;Universit&#224; di Bologna. E se le barriere geografiche non ci proteggono pi&#249; da insetti tropicali, forse bisogna incominciare a gestire le proprie fobie intorno a questi animali. Ma come? Lo abbiamo chiesto a Marco Monti, psicologo e psicoterapeuta di Bologna.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Insetti da vedere sotto forma di mostri assassini nella cinematografia fantascientifica o di simpatici animali nei film di animazione, questi animali sono amati e odiati, ma anche studiati perch&amp;#233; spesso possono essere causa di danni all&amp;#8217;agricoltura e alla salute umana. &lt;b&gt;Francesca Scolari&lt;/b&gt;, assegnista di ricerca nel Laboratorio di genetica molecolare ed evolutiva degli insetti di interesse economico presso l&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Pavia, parla ai nostri microfoni della mosca mediterranea della frutta e di come in laboratorio sia possibile intervenire sulla sua riproduzione per limitare i danni che questo insetto infestante provoca alle colture di frutta e ortaggi. Quali siano gli approcci per il cosiddetto autocidio di popolazioni di insetti e quali ne siano le vittime ce lo dice &lt;b&gt;Mario Marini&lt;/b&gt;, docente di zoologia all&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Bologna. E se le barriere geografiche non ci proteggono pi&amp;#249; da insetti tropicali, forse bisogna incominciare a gestire le proprie fobie intorno a questi animali. Ma come? Lo abbiamo chiesto a &lt;b&gt;Marco Monti&lt;/b&gt;, psicologo e psicoterapeuta di Bologna.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 27 Oct 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
    <title>Specchio specchio delle mie brame…</title>
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    <itunes:subtitle>Basta uno specchio per capire chi siamo? Forse per alcuni animali s&#236;, ma per l&#8217;essere umano la questione dell&#8217;identit&#224; si fa un po&#8217; pi&#249; complicata. L&#8217;identit&#224; &#232; quella definita dal nostro stesso corpo, </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Basta uno specchio per capire chi siamo? Forse per alcuni animali s&#236;, ma per l&#8217;essere umano la questione dell&#8217;identit&#224; si fa un po&#8217; pi&#249; complicata. L&#8217;identit&#224; &#232; quella definita dal nostro stesso corpo, quella che in alcuni casi si nega quando si ricorre a protesi artificiali. Ma &#232; anche quella descritta inequivocabilmente nel codice genetico, quella che viene rivelata dal test del DNA e che pu&#242; costituire una prova nelle aule dei tribunali. E attraverso la medicina forense ci ha accompagnato Alice Andreoli, giornalista scientifica e autrice del libro Identit&#224; alla prova pubblicato da Sironi Editore. Ma l&#8217;essere umano non pu&#242; identificarsi solo con la sua traccia biologica. La sua identit&#224; si costruisce anche attraverso processi culturali e sociali, come racconta ai nostri microfoni Vincenza Pellegrino, antropologa e sociologa che si divide tra l&#8217;Universit&#224; di Parma e la SISSA di Trieste.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Basta uno specchio per capire chi siamo? Forse per alcuni animali s&amp;#236;, ma per l&amp;#8217;essere umano la questione dell&amp;#8217;identit&amp;#224; si fa un po&amp;#8217; pi&amp;#249; complicata. L&amp;#8217;identit&amp;#224; &amp;#232; quella definita dal nostro stesso corpo, quella che in alcuni casi si nega quando si ricorre a protesi artificiali. Ma &amp;#232; anche quella descritta inequivocabilmente nel codice genetico, quella che viene rivelata dal test del DNA e che pu&amp;#242; costituire una prova nelle aule dei tribunali. E attraverso la medicina forense ci ha accompagnato &lt;b&gt;Alice Andreoli&lt;/b&gt;, giornalista scientifica e autrice del libro Identit&amp;#224; alla prova pubblicato da Sironi Editore. Ma l&amp;#8217;essere umano non pu&amp;#242; identificarsi solo con la sua traccia biologica. La sua identit&amp;#224; si costruisce anche attraverso processi culturali e sociali, come racconta ai nostri microfoni &lt;b&gt;Vincenza Pellegrino&lt;/b&gt;, antropologa e sociologa che si divide tra l&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Parma e la SISSA di Trieste. &lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:00:00 +0200</pubDate>
    <title>Che cos&#039;è sostenibile?</title>
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    <itunes:subtitle>Quando usiamo la parola &#8216;sostenibilit&#224;&#8217;, spesso lo facciamo con leggerezza. O non ci soffermiamo abbastanza per capire cosa voglia dire veramente: se mangio frutta e verdura a chilometri zero, sono pi&#249; bravo di chi li compera dal </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Quando usiamo la parola &#8216;sostenibilit&#224;&#8217;, spesso lo facciamo con leggerezza. O non ci soffermiamo abbastanza per capire cosa voglia dire veramente: se mangio frutta e verdura a chilometri zero, sono pi&#249; bravo di chi li compera dal piccolo produttore di un paese povero, alimentando l&#8217;economia locale? E in che modo c&#8217;entra anche la legalit&#224; in questo discorso? Senza steccati ideologici, ne abbiamo parlato con Franco Sacchetti, autore di &#8220;La marcia dei frigoriferi verso il Polo Nord (Libreria Editrice Fiorentina) e Federico Lacche, giornalista di Radio Citt&#224; del Capo e voce di Libera Radio.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Quando usiamo la parola &amp;#8216;sostenibilit&amp;#224;&amp;#8217;, spesso lo facciamo con leggerezza. O non ci soffermiamo abbastanza per capire cosa voglia dire veramente: se mangio frutta e verdura a chilometri zero, sono pi&amp;#249; bravo di chi li compera dal piccolo produttore di un paese povero, alimentando l&amp;#8217;economia locale? E in che modo c&amp;#8217;entra anche la legalit&amp;#224; in questo discorso? Senza steccati ideologici, ne abbiamo parlato con &lt;b&gt;Franco Sacchetti&lt;/b&gt;, autore di &amp;#8220;La marcia dei frigoriferi verso il Polo Nord&lt;/b&gt; (Libreria Editrice Fiorentina) e &lt;b&gt;Federico Lacche&lt;/b&gt;, giornalista di Radio Citt&amp;#224; del Capo e voce di &lt;b&gt;Libera Radio&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;</description>

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    <pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:00:00 +0200</pubDate>
    <title>Tu di che cuffia sei?</title>
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    <dc:creator>Giulia Rocco</dc:creator>
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    <itunes:subtitle>Rumore o musica che sia, il nostro orecchio pu&#242; sopportarli solo fino a una certa soglia. La dilagante moda di lettori mp3 ha fatto s&#236; che in ogni situazione sia possibile essere un tutt&#8217;uno con cuffie o auricolari. Ma fino a dove </itunes:subtitle>
    <itunes:summary>Rumore o musica che sia, il nostro orecchio pu&#242; sopportarli solo fino a una certa soglia. La dilagante moda di lettori mp3 ha fatto s&#236; che in ogni situazione sia possibile essere un tutt&#8217;uno con cuffie o auricolari. Ma fino a dove possiamo spingere il volume? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Farneti, direttore di Divisione Otorino dell&#8217;Area Metropolitana di Bologna. Sembra, quindi, che ascoltare musica intorno a un giradischi sia ormai un&#8217;antica abitudine. Ai nostri microfoni Paolo Magaudda, sociologo dell&#8217;Universit&#224; di Padova, ci ha raccontato come prima il walkman e poi il lettore mp3 abbiano scalzato la fruizione collettiva della musica per renderla individuale e forse pi&#249; democratica.</itunes:summary>

    <description>&lt;p&gt;Rumore o musica che sia, il nostro orecchio pu&amp;#242; sopportarli solo fino a una certa soglia. La dilagante moda di lettori mp3 ha fatto s&amp;#236; che in ogni situazione sia possibile essere un tutt&amp;#8217;uno con cuffie o auricolari. Ma fino a dove possiamo spingere il volume? Lo abbiamo chiesto a &lt;b&gt;Giovanni Farneti&lt;/b&gt;, direttore di Divisione Otorino dell&amp;#8217;Area Metropolitana di Bologna. Sembra, quindi, che ascoltare musica intorno a un giradischi sia ormai un&amp;#8217;antica abitudine. Ai nostri microfoni &lt;b&gt;Paolo Magaudda&lt;/b&gt;, sociologo dell&amp;#8217;Universit&amp;#224; di Padova, ci ha raccontato come prima il walkman e poi il lettore mp3 abbiano scalzato la fruizione collettiva della musica per renderla individuale e forse pi&amp;#249; democratica.&lt;/p&gt;</description>

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